Parrocchia Santa Maria di Corpolò e SS. Cristina e Paolo. (Rimini)
Parrocchia Santa Maria di Corpolòe SS. Cristina e Paolo.(Rimini)

I Personaggi

è bene ricordare anche alcuni personaggi che hanno onorato il paese.

 

Tommaso dei Bizzocchi

Nato a Corpalò di Rimini verso la fine del 1300, riempì della sua fama la storia del tempo perché ebbe incarichi e onori di prim’ordine. Infatti per la sua capacità e gentilezza diventò Segretario di Carlo Malatesta. A nome suo firmò molti atti importanti e lo accompagnò al Concilio di Costanza. Qui si attirò la simpatia del Card. Aldo Colonna, che diventato Papa con nome di Martino V, lo volle a Roma come suo Segretario. Dal Papa, Bizzocchi ebbe incarichi segreti e difficili e per questi si meritò premi e onori. Continuò da Segretario anche col successore Eugenio IV, che lo mandò in diverse parti del mondo con mansioni di fiducia. In favore di Tommaso dei Bizzocchi esiste un Breve di Gregorio XII (da quando era Segretario dei Malatesta e che il Papa aveva conosciuto quando si era rifugiato presso di loro) in cui il Pontefice fa un grande elogio di Tommaso per l’opera prestata negli affari della Chiesa Romana. Morì onoratissimo verso il 1437.

 

Giovanni Bizzocchi

Figlio di Tommaso, fu alla corte dei Malatesta come il padre, ma con altro incarico. Infatti lo troviamo intento a seguire Sigismondo nelle sue guerre come Capitano dei soldati. Le cronache del tempo lo chiamano “giovane valoroso” e si distingue più volte nelle battaglie, fra cui è da ricordare quella della Marca nel 1461. Del resto – dicono gli storici – se era allievo di Sigismondo, non poteva essere da poco!

 

Ser Pietro dal Dito

Un terzo personaggio che ha onorato Corpolò, è stato Pietro figlio di Dito, famoso notaio di Rimini. Si firmava: Petrus q. Didi de Corpalo, perché nel paese vi era nato, anche se per la sua professione si era stabilito a Rimini.

Di lui ci restano tanti atti notarili eseguiti nell’arco di circa 50 anni di professione.

Nicolò dal Dito

Più famoso di Pietro fu il figlio Nicolò dal Dito perché valente medico, uomo saggio e prudente, ricercato per la fiducia che riscuoteva nei testamenti e negli atti pubblici. A prova della stima che riscuoteva, lo stesso Vescovo di Rimini, Egidio da Carpi, nel suo testamento del 20 luglio 1492 fra gli esecutori delle sue volontà volle anche “Nicolò dal Dito medico”.

Come medico fu tanto celebre che il Papa Sisto IV lo volle a Roma “Archiatra Pontificio” (medico del Papa). Vi stette molti anni e si fece molto onore specialmente quando il Papa si ammalò gravemente e Nicolò umilmente chiese aiuto ad un altro medico riminese e tutti due salvarono il Papa. Non sono da trascurare le relazioni avute con i letterati e uomini celebri del suo tempo che gli hanno dedicato composizioni letterarie e l’hanno citato nelle loro opere. Basti ricordare un poema scritto da Benedetto di Cesena che di lui dice: “… Non vò però che sia negletto el stile – a por qui presso Nicolao dal Dito, docto et prudente e in ogni gesto humile…”.

Anche il Muratori, raccogliendo le cronache del tempo, nota che il 5 febbraio 1448 giungeva a Rimini, con la moglie, Giovan Francesco da Piagnano cognato del conte Francesco Sforza e fu ospitato nel Borgo S. Giuliano nella casa del “Maestro Nicolò dal Dito medico di Rimini”.

Ebbero onore e fama presso gli storici anche i fratelli di Nicolò, Pietro e Ondideo, nonché il figlio Raffaele. Tutti questi, chi notaio, chi letterato, chi stimato per altri incarichi, lasciarono buon nome di sé.

Don Raffaele Tonni, Superiore Generale della Pia Società San Paolo, nacque a Corpolò il 6 gennaio 1915. Dopo l’ordinazione sacerdotale svolse varie mansioni tra le quali l’esperienza di Pastore d’anime, sia come Parroco, sia come Maestro dei Seminaristi.

Si recò poi, per mandato del Fondatore, in Africa per dare inizio anche nel Continente nero alla vita e attività paolina e vi rimase fino al 1975, anno in cui fu eletto Superiore Generale della Pia Società San Paolo. è morto il 26 marzo 1995.

Iolanda Ricci di professione Maria Lucia, è nata a Corpolò l’11 febbraio1914. Nel 1932, a 18 anni di età, entra tra le Pie Discepole del Divin Maestro. Il 3 aprile 1947 a 33 anni di età fu eletta Superiora Generale della Giovane Congregazione delle Pie Discepole che allora contava poco più di 200 membri. Attualmente le Pie Discepole sono circa 1.300 Professe sparse in 25 nazioni; questo notevole sviluppo si deve soprattutto alla sapiente guida di Madre Maria Lucia la quale ha dato esempio di generosa dedizione e fedeltà al carisma del Fondatore, prima di tornare nel 2011 alla casa del Padre.

Giorgio Bellini originario di Vergiano di Rimini (dov’è nato nel 1937), vive e lavora da decenni a Corpolò in via Marecchiese. Per quanto riguarda la pittura, ha avuto i primi insegnamenti e i primi consigli dal noto pittore Luigi Pasquini. Si diplomò poi studiando Belle Arti presso l’istituto “Accademia di Roma”. È membro di varie accademie, fra cui l’Accademia Marconi, l’Accademia de “I 500”, l’Acc. Tiberina, l’Unione Mondiale della Cultura, la Legion d’Oro.

È stato anche nominato membro dell’Accademia d’Italia, con medaglia d’Oro. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha al suo attivo diversi volumi, molti critici si sono occupati dela sua pittura e sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in tutta Italia.

Gli abitanti

Quanti erano gli abitanti di Corpolò perchè tanti fossero i Battesimi e i funerali? (Numero veramente sproporzionato riguardo a quelli di oggi). Innanzitutto va notato che a Corpolò si battezzavano non solo i bambini della parrocchia, ma anche quelli dei paesi vicini sprovvisti di battistero, poi nei secoli passati nascevano molti più bambini di oggi e di questi una buona parte moriva. Detto questo, ecco le principali notizie sulla popolazione di Corpolò, tolte dai dati degli archivi.

Nel 1740 troviamo 379 abitanti divisi in 80 famiglie. Questo numero si mantiene quasi costante per circa 50 anni, aumentando gradualmente solo di qualche unità. Infatti abbiamo nel 1743, 395 abitanti; 413 nel 1746; 406 nel 1794 con qualche famiglia in più. Bisogna arrivare al 1862 per avere 150 famiglie con 812 abitanti e al 1892 per raggiungere quota 902 con 160 famiglie. Nel secolo nuovo la popolazione continuò a crescere di poco: nel 1901 abbiamo 965 abitanti, con 161 famiglie; nel 1913, 153 famiglie e 988 abitanti; nel 1936, 178 famiglie e 1.066 abitanti. Nel 1966 don Angelo Bardeggia notò 1.089 abitanti, di cui 800 circa frequentavano normalmente la Messa festiva. Lattuale parroco Don Nicola Spadoni nel 1977, riscontrò 1.008 abitanti in 258 famiglie, con 14 nati, 13 defunti, 7 matrimoni, 12 prime Comunioni, 22 Cresime.

Nel 1740 a Corpolò erano presenti già le famiglie di: Tosi Andrea, Morri Carlo, Bertozzi Pio, Nicolini Andrea, Bizzocchi Sante, Pesaresi Domenico, Corbelli Carlo, Rossi Benedetto, Ferrini Pietro, Sacchini Antonio, Montanari Agata. Nel 1862 cera anche: Bartolucci Michele, Anelli Giovanni, Balducci Giuseppe, Bellavista Pasquale, Bellucci Fortunato, Bronzetti Sebastiano, Celli Domenico, Fabbri Giovanni, Giannini Biagio, Guidi Giovanni, Mariotti Antonio, Michelucci Angelo, Ottaviani Fancesco, Raffaelli Giuseppe, Ricci Matteo, Tonni Giacomo, Vignali Vincenzo... In merito alle famiglie di Corpolò, don Torri nel 1928 notò che su 162, 60 avevano dai sei ai quindici figli. In particolare: cinque ne avevano nove vivi, dieci ne avevano otto, tredici ne avevano sette e undici ne avevano sei.

Cerano anche famiglie molto bisognose e lo stesso parroco inviò al Capo del Governo una domanda di sussidio per otto famiglie in estrema necessità. Ultima notizia di quel periodo ci fa sapere che la tubercolosi era tanto diffusa e tanto grave da far morire in 10 anni 27 persone.

Nel 2011 con le nuove zone di via Gradizza, Campidelli, Marchi e Zaccagnini la popolazione è cresciuta notevolmente, arrivando a circa 650 famiglie e 1850 abitanti, ed è in continuo sviluppo.

Tratto da: "Corpolò un paese, la chiesa, la sua gente" 
ISBN 978-88-96010-27-5
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