Parrocchia Santa Maria di Corpolò e SS. Cristina e Paolo. (Rimini)
Parrocchia Santa Maria di Corpolòe SS. Cristina e Paolo.(Rimini)

Don Francesco Giorgi

Parroco di Corpolò dal 1888 al 1925

Don Francesco Giorgi succede a don Martignoni nel 1888. La sua memoria è ancora viva nei Corpolesi e le opere da lui compiute restano un monumento della sua attività pastorale. Era nato a Passano nel 1858 da Biagio e Filomena Raffaelli, e giunse a Corpolò l’8 settembre 1888, dopo essersi meritato la parrocchia in seguito al concorso indetto da Mons. Chiaruzzi. I corpolesi ricordavano don Giorgi come alto, magro, dal comportamento devoto e umile, girava col berretto a tre punte.

Zelante nelle mansioni di parroco, assiduo al confessionale, pregava molto e svolgeva con proprietà le funzioni liturgiche. Nel silenzio di quella piccola chiesa, vecchia, fredda ed umida che volgeva il fianco al paese, anziché la facciata, don Giorgi pensava: “Possibile che non si possa fare una chiesa bella, moderna, accogliente con delle campane che facciano sentire la loro voce fino al fiume?”.

In quella mente infuocata di zelo per la gloria di Dio, maturò un progetto grandioso: chiesa, casa, orchestra, campanile, campane... tutto nuovo. In vent’anni Corpolò cambiò volto! Don Giorgi risparmiò, elemosinò, fece debiti, ma alla sua morte era tutto fatto e tutto pagato. Ecco le tappe principali di questo armonioso complesso: 14 agosto 1904: formazione del comitato promotore alla presenza del Vescovo; 15 giugno 1905: posa della prima pietra e prima dellinverno copertura del tetto; nel 1906 fu sistemata e completata la casa canonica già in parte fatta da don Candiotti; 1907: costruzione dellorchestra (per la posa del vecchio organo) e nello stesso anno costruzione della sacrestia; 7 settembre 1911: consacrazione della nuova Chiesa; 12 ottobre 1924: inaugurazione del campanile con quattro campane.

Con il campanile, il complesso era terminato: bello, armonioso, artistico, ben costruito: dovrebbe sfidare i secoli! Era stato ling. Pietro Nanni lideatore, lassistente e il primo collaboratore di questa grandiosa opera, valendosi del progetto del famoso architetto A. Ghinelli di Santarcangelo. Ora la chiesa, è lì, sul colle che guarda il paese fra il verde degli alberi e lazzurro del cielo! Ecco i suoi dati anagrafici: alta fino alla croce m. 21, lunga m. 27, larga m. 14. A detta di don Giorgi, i lavori della chiesa, casa annessi, sono costati 50.450 Lire, di cui la metà circa raccolte per offerte, il resto pagato da lui stesso, mentre il campanile da solo dopo la guerra è costato oltre 100.000 lire pagate quasi esclusivamente dal parroco. Le ditte che hanno lavorato sono state quelle locali, mentre il portone di pino fu realizzato dal falegname di Ciola Montanari, gli affreschi da Francesco Brici e le statue dellAddolorata, di San Giuseppe, di Sant’Antonio di Padova dal celebre Graziani di Faenza. Don Giorgi, dopo tutte queste opere, poteva morire tranquillo, anche se sul letto di morte osava dire: Vorrei vivere ancora alcuni anni per badare di più alle anime, avendo atteso troppo ai lavori materiali. Ricevuti devotamente i Sacramenti, benedisse i suoi parrocchiani e li lasciò il 1º settembre 1925, quasi 37 anni dopo il suo ingresso. Latto di morte dice: LArciprete don Francesco Giorgi di Biagio, parroco di questa Chiesa di Corpolò per 37 anni, morì il 1º settembre 1925 alle ore 5 del mattino nella pace del Signore alletà di 67 anni. Ricevette i Sacramenti della Confessione, Comunione ed Estrema Unzione con la Benedizione Apostolica in articulo mortis da don Emilio Pasolini. Il 3 settembre, dopo la Messa solenne celebrata da Mons. Vescovo Vincenzo Scozzoli, il suo corpo fu sepolto in questo cimitero.

Nel 1959, lanno dopo il centenario della sua nascita don Torri ne fece esumare le ossa e le fece murare in Chiesa, a fianco dellentrata laterale, con questa iscrizione: ... Edificate le anime con lo zelo del ministero sacro, con la parola calda di vissuta pietà, con lesempio di una illibatezza sublime, iniziò e compì anche il tempio materiale, dimora di Gesù fra gli uomini, ritrovo dei figli intorno al Padre. Dal 1959, qui attende lo squillo dellangelica tromba....

Mons. Chiaruzzi, che aveva mandato don Giorgi a Corpolò, morì il 4 gennaio 1891 e dopo cinque mesi di vacanza, il Papa Leone XIII trasferì da Città di Castello a Rimini Mons. Domenico Fegatelli. Nativo di Ferrara, dopo tre anni di Episcopato in Umbria venne in Romagna, accolto con simpatia e onore. Oltre alle visite pastorali e alle Cresime, il Vescovo organizzò nelle varie parrocchie i solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Misericordia, cinquant’anni dopo il miracolo degli occhi. Era il 1900 e fu lultimo atto solenne di Mons. Fegatelli, che in quellanno – a soli 58 anni – si ritirò a vita privata. Latto sembra da attribuirsi alla malferma salute che lo aveva fatto sempre soffrire.

Nello stesso anno fu nominato il nuovo Vescovo nella persona di Mons. Vincenzo Scozzoli, canonico del Duomo di Forlì. Arrivò il 15 agosto 1901 e cominciò presto le visite pastorali. Questo Vescovo era alto, magro, dalla parola infuocata e dallaspetto ascetico. Fu lui che nel 1925 regalò ai corpolesi la perla del clero riminese.

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