Parrocchia Santa Maria di Corpolò e SS. Cristina e Paolo. (Rimini)
Parrocchia Santa Maria di Corpolòe SS. Cristina e Paolo.(Rimini)

LA GIURISDIZIONE DI SANTA CRISTINA.

Di Claudio Golfieri.

Numerose sono le chiese e le celle la cui storia si lega strettamente a quella della pieve di Santa Cristina. Il confronto di tali storie ci consente di ricostruire il quadro della giurisdizione religiosa e territoriale della pieve. Essa inevitabilmente risente le conseguenze delle vicende storiche del tempo.

Fino agli inizi del ‘600 la giurisdizione va estendendosi. Quello è anche il tempo però della progressiva acquisizione di autonomia delle sue due parrocchie ‘figliali’, San Paolo e Sant’Andrea di Serravalle. In particolare Serravalle è segnata dalle conseguenze della sconfitta di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

L’arcipresbitero di Santa Cristina, pievano, esercitava le proprie prerogative oltre che su San Paolo e su Sant’Andrea di Serravalle, sull’oratorio di Santa Maria di Serravalle, sulla chiesa semplice di Falciano, sui benefici semplici di Santo Stefano di Lesignano, di San Donato di Montelupo, di San Michele di Seggiano, e la chiesa di Santa Maria di Stradola. Il territorio di ‘competenza’ di Santa Cristina comprendeva la chiesa di San Bartolo del castello di Ventoso. Nel 1621 è eretta la chiesa oratorio della Beata Maria Vergine detta del Palazzo di Marignano, o anche della Neve. Da questo periodo ritrovo inoltre numerose celle campestri, dedicate alla Madonna: cella Ceriano della famiglia de Canutis di Santa Cristina; cella della famiglia Bernardini (di Falciano) posta nel Borgo di Serravalle; cella della famiglia Dominici Bartollini in luogo detto Spedaletto; cella detta della Cattalana o della Boniera (sull’incrocio della via maestra per Verucchio con quella per San Marino); cella della famiglia de Sartis (Pian dei Venti); due celle entrambe poste nel fondo Campolongo (Serravalle); ed infine la cella posta in Contrada Falzani. Tutte ricadenti nel territorio di Santa Cristina.

Grato aggiungo le notizie segnalate in questi giorni al sito della nostra parrocchia da parte dell’Arch. Giuccioli Maria Giovanna di Verucchio, pubblicate nel volume di Gian Ludovico Masetti Zannini ‘Verucchio nel cinquecento’ (Pazzini Ed. - 1985 - pag. 119-120). Vi leggiamo che anche la chiesa parrocchiale di San Tommaso in Passarella intus dictum castrum di Verucchio, nel 1571 era unita alla pieve di Santa Cristina. Una chiesa che nella relazione di visita del vescovo Parisani viene descritta in stato deplorevole. Tale dipendenza era stata stabilita dallo stesso vescovo, dal 1565. Il tutto registrato in atto notarile.

Arrivando infine ai nostri anni, a ciò che restava dell’antica giurisdizione, con l’unificazione delle parrocchie di Santa Cristina e di San Paolo (1985) è venuta ad essere compreso l’oratorio di San Rocco, già unito a San Paolo nel 1948.

                                                                                                                                                         

I documenti evidenziano almeno quattro periodi da segnalare:

 

Dal XII sec. al 1485 la giurisdizione di Santa Cristina comprendeva le cappelle di San Paolo e di Olnano, l’Hospitale Domini e Santa Maria Misericordia di Serravalle, la cappella di San Michele de Sezano, la chiesa di Santa Maria di Stradola e la chiesa di San Bartolo di Ventoso.

 

Il secondo periodo è quello segnato dagli accordi del 1485 sui confini e diritti sul Ventoso. A seguito di tali accordi – seguiti alla sconfitta di Sigismondo Pandolfo Malatesta - le chiese di San Bartolo di Ventoso e Santa Maria di Stradola passano alle pertinenze di Verucchio.

 

Seguono i decenni di maggior splendore giurisdizionale. E’ il periodo che va dal 1560 (tempo delle prime visite pastorali dei vescovi verbalizzate) al 1639. Le sue pertinenze arriveranno a toccare la riva sinistra del fiume Marano. Ne fanno parte San Paolo (risulta parrocchia nel 1570), San Michele in Bosco di Seggiano, Sant’Andrea di Serravalle, L’Hospitale con la Cella Famiglia Bernardini (registrata dal 1634), di Serravalle, Santa Maria di Serravalle, Santo Stefano di Lesignano, San Donato di Montelupo, San Pietro di Falciano, con una cella, la Beata Vergine del Palazzo di Marignano (edificata nel 1621) e la Cella di Ceriano (dal 1620). Alle sue pertinenze manca la parte del Ventoso, come si è visto già annesse a Verucchio da quasi un secolo.

Nota: tali cessioni o acquisizioni generalmente avvengono per disposizione di apposite bolle vescovili (o papali). Come già visto, lo storico Gian Ludovico Masetti Zannini riporta notizie di un atto notarile con il quale la chiesa parrocchiale di San Tommaso è unita a Santa Cristina. Nei tempi successivi non sono riuscito a riscontrare tale diritto. Certamente Verucchio ora si estendeva assai oltre quella parrocchia, nella direttrice verso Santa Cristina e San Marino. Si potrebbe ritenere che tale atto si riferisse ai benefici, e non  alla cura d’anime. Rispetto alle decisioni papali sul confine con San Marino, per la contrarietà del pievano di Santa Cristina, forse era stata tentata una mediazione con la cessione di tali benefici, proprio in Verucchio.

 

Per l’ultimo periodo di nostro interesse: il 31.1.1639 vengono indicati dal Vescovo i confini di Santa Cristina. La chiesa di Sant’Andrea di Serravalle non è più ricompresa tra le sue pertinenze. Assieme a questa parrocchia, Santa Cristina ha perso San Pietro in Falciano, San Michele in Seggiano, la chiesa dei Santi Stefano e Donato in Lesignano. La sua realtà giurisdizionale risulta di molto ridimensionata.

 

Alla parrocchia plebata di Santa Cristina rimangono la parrocchia di San Paolo, ora con una propria iura parochialia, la chiesa di Santa Maria del Palazzo di Marignano, oltre ad alcune celle campestri: la Cellulam Ceriano; la Cellulam Familie De Sartis, in Villa detta Pian de Vinti; la Cellulam poderis detto la Cattalana, anche della Boniera; la Cellulam Dominici Bartollini (loco d° Spedaletto).

 

Questa fase ci dice della progressiva disgregazione dell’antica giurisdizione pievana. Anche nelle realtà più periferiche si andranno ad applicare le disposizioni tridentine con le conseguenti trasformazioni della organizzazione ecclesiastica diocesana e della cura d’anime. Inoltre tra Santa Cristina e Serravalle rimarrà aperta una disputa che tarderà a risolversi. Riguarda la preminenza, i titoli, le pertinenze, i diritti, i possessi e i benefici da sempre posseduti dalla pieve. Disputa in corso già dal tempo delle significative modificazioni territoriali dovute all’annessione concessa dal Papa alla Terra di San Marino nel 1462. 

 

Va ricordato che nel 1634 Santa Cristina sarà sede di Vicariato, come per recuperare un titolo di qualche rilievo, sostitutivo di quello oramai superato di Pieve. Il rettore di Santa Cristina, viste svilite le proprie sostanze beneficiarie in fatto di chiese e parrocchie già soggette alla sua giurisdizione, tenta di recuperare un proprio primato sul piano dei titoli aventi prestigio e privilegio all’interno della diocesi. Il vicariato foraneo era sempre stato prerogativa dell’importante centro di Verucchio.

 

L’antica pieve continuerà a riservarsi nominalmente la titolarità di matrice sulla chiesa di Serravalle per altri due secoli; così sarà sempre il vescovo di Rimini a visitare tale parrocchia, nonostante Serravalle faccia parte del Districtum Terre S.ti Marini.

Dall’inventario compilato in occasione della visita pastorale del 5.9.1740 si legge che la Chiesa Parrocchiale e Plebata di Santa Cristina, è Chiesa Matrice, la quale ha due figliale e sono la Chiesa Parrocchiale di S. Pietro e Pavolo. L’altra è la Chiesa Parrocchiale di S. Andrea di Serravalle. Ciò segnala ancora una tensione tra i titolari dei due centri religiosi confinanti.

Nell’inventario compilato il 3.5.1746 per l’occasione della nuova visita, la giurisdizione della pieve è limitata alla chiesa della Beata Vergine del Palazzo di Marignano.

 

Nell’indice delle Compagnie del vicariato di Verucchio del 1761 c. vi trovo sia quelle di Santa Cristina che quelle di Sant’Andrea di Serravalle: Compagnia del SS.mo Sagramento di S. Cristina; Compagnia del Suffragio di S. Cristina; Compagnia del Suffragio di Serravalle; Comp. SS.mo Sagramento di Serravalle; Comp. SS.mo Rosario di Serravalle; Compagnia del SS.mo Sagramento di S. Paolo; Venerabile Capella di S. Lazaro di S. Paolo.

 

La tensione sulle preminenze non pare risolversi; il visitatore anzi, il 27.8.1781, nella relazione per la chiesa di Santa Cristina precisa che essa non solum Parochialis est, verum et Plebata habet sub se filiales Ecclesias Serravallis et S. Pauli in Vicariato Veruculi. Specifica che sono del Vicariato di Verucchio. Santa Cristina è ancora titolata come pieve e continua a mantenere prerogative sulle due filiali, nonostante Serravalle appartenga a San Marino e ad altra diocesi.

 

Nello Stato attivo e passivo della parrocchia di Santa Cristina, contenuto nell’inventario dato da Don Sebastiano Cenni il 27.1.1874, tra le spese sostenute ci sono quelle relative alla Manutenzione annuale della Ch. Parrocchiale, dell’Oratorio di Marignano, della Canonica e delle quattro case coloniche. Del profilo dell’antica ampia preminenza plebale non è rimasta ora alcuna traccia.

 

Solo alla fine del ‘700 la tensione emotiva civile ed ecclesiastica in Serravalle si placa, in una sorta di quietata normalizzazione degli stati di fatto. I propri rapporti giurisdizionali non vengono più messi in discussione: continuerà ad appartenere alla Terra di San Marino, ed obbedire al vescovo di Rimini. Si può ritenere che dopo la prova per il grave terremoto del 1786, il serio pericolo scampato per il passaggio dell’ondata rivoluzionaria, ma anche la memoria per il pericolo corso qualche decennio prima per il tentativo di usurpazione del Cardinale Alberoni, l’esuberanza della gente di Serravalle, sulle proprie aspirazioni di autonomia, trova finalmente quiete, godendo comunque per contro dell’integrità di cui la comunità di San Marino beneficiava nella sua libera Terra grazie alla saggezza e lungimiranza del suo governo. Dallo storico riminese Luigi Tonini si legge difatti che a seguito di quel tremendo terremoto tutti i castelli intorno (Rimini) soffersero danni notabili; ma alcuni più di tutti e tra questi Serravalle.

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