Parrocchia Santa Maria di Corpolò e SS. Cristina e Paolo. (Rimini)
Parrocchia Santa Maria di Corpolòe SS. Cristina e Paolo.(Rimini)

LE PRIME NOTIZIE DI SANTA CRISTINA

Di Claudio Golfieri.

La nostra chiesa è citata per la prima volta in una pergamena del 14 ottobre 1083. Si tratta di un atto notarile per una donazione di terre e vigne in Santa Cristina. Tali terre erano parte del Fondo Corigliano Bibens Aquam[1]. Fin da questa data a Santa Cristina è attribuito il titolo di Pieve. Risulta utile dal punto di vista ubicatorio la prima notizia del luogo (anzi del fondo) cui poi ritroveremo associata la chiesa di Santa Cristina. Essa è tratta da una pergamena datata 1060. Il 25 maggio di quell’anno viene sottoscritto il Placito (giudizio) di Gotifredo Duca di Lorena e di Toscana contro Corbo degli Onesti, in favore del monastero di Pomposa, alla presenza dei Vescovi di Rimini e di Montefeltro e di altri personaggi illustri. Tale atto viene sottoscritto presso la Villa Corviano Bibens Aquam in contado di Rimini; il giudizio riguardava soprusi e violenze commesse da Corbo degli Onesti e dai suoi figli contro beni e uomini del monastero di Pomposa nel Castello di Olnano e nella Pieve di San Lorenzo Monte .[2] Nelle carte catastali settecentesche del Calindri troviamo il nome dell’antico fondo accanto all’antica chiesa di San Paolo.

Tra i primi documenti che citano Santa Cristina vi è la Bolla di Papa Lucio II del 21 maggio 1144 indirizzata al vescovo di Rimini nella quale la nostra chiesa compare tra quelle soggette alla Pieve di San Lorenzo Monte.[3] Una pergamena riminese del 3.12.1172 riferisce di una cessione di terreno olivato in Fondo Galazani della Pieve di Santa Cristina.[4] In altre pergamene riminesi citate dallo storico Curradi (1186, 1198, 1200, 1216) Santa Cristina è Pieve[5]. In quella del 1198 è annotata la cruenta battaglia combattuta presso Santa Cristina tra l’imperiale Marcoaldo e gli uomini del Pontefice Innocenzo III. Non si crederebbe che il sereno territorio di Santa Cristina salisse agli onori delle cronache del tempo quale luogo di una battaglia cruciale per le vicende della Romagna.[6] A diciotto anni di distanza dalla battaglia dei riminesi contro Marcoaldo, la pergamena del 1.9.1216 ci riferisce della Pace sottoscritta in Santa Cristina tra Riminesi e Bolognesi ed anche tra Riminesi e Cesenati, dopo altri giorni di violenze su quell’agreste territorio.[7] I Bolognesi infatti erano alleati con i Cesenati; vista la valida difesa organizzata dai Riminesi a Santarcangelo, il Carroccio Bolognese fu condotto alla Pieve di Santa Cristina, da dove più schiere stendevansi abbruciando e devastando il Contado. Ma a seguito delle diffide pontificie e della scomunica seguita in capo a otto giorni i Bolognesi prima ed i Cesenati poi accolsero le proposizioni di pace promosse dal Vescovo Ventura di Rimini e dal suo Podestà Ottone da Mandello: il giorno 1.9.1216 in Santa Cristina fu stipulata la pace e con i Bolognesi e con i Cesenati.[8] Certamente la Romagna era tenuta dall’imperatore Federico II di Svevia quale suo importante caposaldo nei suoi piani di restaurazione imperiale da attuare nel Regnum Italiae. Merita un cenno il passaggio dell’Imperatore nel comitatus di Rimini nel 1231 diretto a Ravenna, attraverso la sicura strada che passa per la nostra Santa Cristina, così come da significativa epigrafe rinvenuta nel 1973-74 presso la chiesa di San Martino in XX.[9]

Una pergamena datata 3.12.1233 (Arch. di Stato Roma) riporta un atto di donazione di un pezzo di terra in Fondo Rio Sabbatino, Cappella di Olnano. Tale Cappella la troviamo citata per la prima volta e appartiene alla pieve di Santa Cristina.[10] In ciascuno di questi documenti Santa Cristina è pieve, così come un’altra pergamena dell’Arch. di Stato in Roma datata 30.5.1255, che ci parla di appezzamenti di terra concessi in enfiteusi.[11] E’ poi da menzionare il Quaternus denariorum decime dell’anno 1290, sui contributi corrisposti dalle chiese della diocesi di Rimini, come da bolla di Papa Niccolò IV del 6.12.1289, a sostegno dell’impegno militare in Sicilia nella guerra tra Chiesa e regno Angioino contro Giacomo d’Aragona per il possesso della Sicilia. Tale documento risulta interessante laddove la capacità economica e di gettito può far supporre la consistenza demografica in raffronto alle realtà contermini. Infatti Verucchio risulta una realtà dai forti connotati civili e demografici; con tale metro la chiesa di Olnano appare ancora come una piccola realtà.

 

la pieve  di Santa Cristina corrisponde una somma di     

lib.  3

sol. 12

dr. 11

la chiesa di Sant’Andrea di Olnano          

0

51

0

 

 

 

 

Per raffronti con chiese limitrofe:

 

 

 

la pieve di San Lorenzo Monte                                      

0

56

5

la chiesa di Vergiano                                                    

3

9

5

la pieve di Verucchio                                                    

11

0

0

la chiesa di  Sant’Hermete                                            

0

38

1

la chiesa di Corpolò                                                     

0

46

4

la chiesa di San Martino in XX                                       

0

45

2

Per la chiesa di San Paolo non vi sono indicazioni.[12]

 

Nella pergamena del 5.10.1290, Romano, procuratore delle Clarisse del Monastero di San Marino, rinnova l’affitto di un campo nella Pieve di S. Cristina, Cappella di Sezano.[13]

 

Nell’opera del 1997 lo storico Oreste Delucca ci porta a conoscenza che in numerose carte dei primi decenni del ‘300 presso la nostra pieve era accreditato il notaio Neri miniatore.[14]               

Una pergamena dell’1.3.1353 relativa ad un’enfiteusi nella pieve di Santa Cristina, cita il fondo di Valle (non individuato).[15] Un fondo Ciriano in Santa Cristina s’incontra in un atto del 6.11.1358 nella biblioteca Gambalunga.[16]

 

Il 9.10.1371 la Descriptio del Cardinale Anglico relativa alla provincia di Romagna ci raffigura il quadro socio-demografico del nostro territorio; in  particolare troviamo sotto l’elenco delle Ville:

Villa S. Christine, in qua sunt  focul   XXII

Villa Capelle S. Pauli                           XVII           

Villa Capelle S. Laurentii in Monte   LVIII[17]

 

Il Decimario di Leale Malatesta del 1376 indica le chiese soggette alla pieve di Santa Cristina:

-          Ecclesia Santi Pauli,

-          Ecclesia Sante Marie de Stradola,

-          Ecclesia Santi Bartoli de Ventoso,

-          Ecclesia Santi Michaelis de Serzano,

-          Ecclesia Santi Andrea de Seravalle,

-          Hospitale D.ni et S.te Marie de Misericordia de Seravalle.[18]

Battaglia a Serravalle: la inveterata rivalità tra gli urbinati ed i Malatesta condusse ai ferri corti Federico, nipote del Conte di Urbino e Sigismondo Pandolfo Malatesta. Federico sarebbe diventato presto il Signore di Urbino e del Montefeltro. Il 10 ottobre del 1441 unito agli uomini liberi di San Marino, si gettò sulle terre di Sigismondo Malatesta le più prossime a Rimini … et corse a Verucchio, a Santa Cristina, et a Corpolò: et de la battaglia a Seravalle: et li have poco honore, et prese alquni prexuni et bestiame.[19]

[1] L. Tonini, Rimini dal principio dell’era volgare, vol. II  – LXV – pag. 558-560;

  C. Curradi, Il territorio delle pievi, in: Storia illustrata di Rimini – pag. 106;

  C. Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille - pag.167;

  A. Polloni, Toponomastica romagnola – pag. 98. 

[2]L. Tonini, Rimini dal principio dell’era volgare, vol. II  – pag. 309;

  C. Curradi, Il territorio delle pievi, in: Storia illustrata di Rimini – pag. 106;

  C. Tonini, Compendio – Dalle origini all’anno 1500, ultimo della Signoria Malatestiana – Vol. I - pag. 147.

[3]L. Tonini, Rimini dal principio dell’era volgare, vol. II – LXXII pag. 572;

  C. Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille - pag. 106;

  L. Tonini, Appendice dei documenti al volume V/1 – pag.3-4;

  B. Bugli: Le antiche pievi del riminese, tesi di laurea, 1984 – pag. 47.

[4] D. Luigi Nardi – Indict. V Arimini;

  C. Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille – pag. 167.

[5] C. Curradi: idem.

[6] L. Tonini, Rimini dal principio dell’era volgare, vol. II – pag. 383 e  610-614 e n. LXXXXIIII;

  C. Tonini, Compendio – Dalle origini all’anno 1500, ultimo della Signoria Malatestiana – Vol. I  pag. 183-185;

  C. Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille – pag. 167).

[7] D. Luigi Nardi – Indice ragionato  – Ind. V/ C.P. n. XI e n. XII;

  Fantuzzi, Monum. Ravenn. J. V. – pag. 318.

[8] L. Tonini, Rimini nel sec. XIII – vol. III – pag. 18-21 - n. XXIII pag. 413-417 - n. XXIV pag. 417-419;

  C. Tonini, Compendio – Dalle origini all’anno 1500, ultimo della Signoria Malatestiana – Vol. I - pag. 210-212;

  C. Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille – pag. 167.

[9] A. Falcioni, Federico II di Svevia e l’epigrafe di San Martino in XX di Rimini – pag. 8 – 12.

[10]O. Montenovesi, Pergamene di Rimini e di Faenza nell’Archivio di Stato di Roma – in: Atti e memorie della 

   Deputazione di storia patria per le Provincie di Romagna - pag. 81/5.

[11]O. Montenovesi, Pergamene di Rimini e di Faenza … - pag. 83/12.

[12]L. Tonini, Rimini nel sec. XIII – vol. III – pagg. 311-313,  n. CLXV - pag. 668-672;

   C. Curradi, Il territorio delle pievi, in: Storia illustrata di Rimini – pag. 106.

[13]O. Montenovesi, Pergamene di Rimini e di Faenza … – pag. 84/17.

[14]O. Delucca, Artisti a Rimini fra gotico e rinascimento – rassegna di fonti archivistiche – pag. 46-53.

[15]O. Montenovesi, Pergamene di Rimini e di Faenza … - pag. 88/32.

[16]L. Tonini, Rimini avanti  il principio dell’era volgare – pag. 276.

[17]L. Tonini, Appendice ai documenti del vol. IV della storia di Rimini / CLVIII  –  pag. 288 e 293.

[18]Michelangelo Zanotti, Collezione di atti e documenti importantissimi ad illustrare la storia patria di Rimino / XI – pag.

   377, 388, 409-411.

[19]L. Tonini, Rimini nella Signoria dei Malatesti, che comprende il sec. XIV – pag. 125.

Sei Il Visitatore N°:

Online dal 28/03/2013

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Meteo in tempo reale:

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Parrocchia Santa Maria Corpolo'. parrocchiacorpolo@gmail.com